I (2010), 3 PDF Stampa E-mail

 

Editoriale


L'Europa, la crisi e le misure di austerità: dove stiamo andando?

 

 

di Federico Oliveri e Giaime Berti

 


Era il 2004, l’anno del nuovo Trattato Costituzionale europeo poi bocciato dai referendum francese ed olandese e sostituito dall’attuale Trattato di Lisbona, quando Jeremy Rifkin pubblicava Il sogno europeo. Come l’Europa ha creato una visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano. L’autore contestava la “narrazione neo-conservatrice” che identificava la modernità occidentale col trionfo dell’homo oeconomicus, del libero mercato, dello Stato nazionale e dello sfruttamento tecno-scientifico della natura e che vedeva nell’affermazione della superpotenza statunitense, principale depositaria di quei valori, la “fine della storia”. Rifkin invitava viceversa a prendere atto del crescente divario politico-culturale interno al “mondo occidentale”, destinato a riaprire i giochi della storia: mentre il “sogno americano”, fondato sulla crescita illimitata, sulla competizione, sull’accumulazione privata di ricchezza, sulla superiorità militare, era destinato alla lunga al fallimento, il futuro apparteneva al “sogno europeo” fondato sullo sviluppo sostenibile, sui diritti sociali, sui beni relazionali, sulla responsabilità sociale e sulla pace. (...).


 

Obiettivo mondo

 

Tra mercati e informalità: il bivio del Sudafrica

 

 

di Alessandro Volpi

 


La realtà del Sudafrica è una delle più complesse dell’intero continente tanto da rappresentare una evidente anomalia rispetto al quadro africano. Da numerosi osservatori è inserito nella lista dei futuri paesi emergenti, quelli che si affiancheranno a Cina, India, Brasile e Russia. Molte proiezioni lo collocano, insieme a Messico, Indonesia e Turchia, ai primi posti nelle future graduatorie di incremento del PIL e non solo. Con una popolazione ormai vicina ai 50 milioni di abitanti, dovrebbe registrare una crescita media annua dal 2010 al 2050 del 4,28%, un risultato decisamente significativo e in parte reso credibile dai dati più recenti; il Sudafrica, dopo essere cresciuto dal 1998 ad una media del 6% l’anno, sta attraversando la crisi mondiale con un aumento del Pil vicino al 2% nel 2009 e del 2,3% nel 2010, continuando a rappresentare da solo oltre il 40% della ricchezza di tutta l’Africa subsahariana. (...).



 

Diritti civili

 

È già troppo tardi?

Analisi e proposte minime per uscire dall’emergenza carceri in Italia

 

 

di Alida Surace

 

 

Per ben 38 volte dall’inizio dell’anno ad oggi abbiamo aspettato che fosse troppo tardi. Tardi per intervenire. In tempo solo per raccontare e tentare di riflettere. Spesso non si fa neppure quello: un suicidio in carcere (Ristretti Orizzonti, 2010) merita al massimo qualche riga sui giornali, articoli quasi identici che si ripetono e che ormai non stupiscono più, ammesso che abbiano mai stupito. Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso: mentre il numero dei cosiddetti “eventi critici” in ambito penitenziario (suicidi, morti per malattia o per cause “ignote”, atti di autolesionismo, maltrattamenti) cresce inesorabilmente, si ha la sensazione disarmante che l’indignazione ceda il passo all’abitudine e, dunque, all’indifferenza o alla rassegnazione. La questione dei suicidi è solo uno dei tanti temi, per quanto forse il più emblematico, da cui partire per analizzare la situazione delle carceri in Italia (...).

 


 

Unioni gay in Italia

Prospettive aperte dalla sentenza n. 138/2010 della Corte Costituzionale

 

 

di Ezio Menzione

 


 

Sono passati ormai più di tre mesi dalla pubblicazione della sentenza n. 138/2010 con cui la Corte Costituzionale italiana si è pronunciata, escludendola, sulla possibile incostituzionalità delle norme del Codice civile (artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143 bis, 156 bis) che, nella loro interpretazione sistematica ovvero non in ragione della lettera della norma bensì in ragione di alcuni riferimenti in essa contenuti, non riconoscerebbero alle coppie dello stesso sesso il diritto di contrarre matrimonio. Nell’ordinamento vigente, il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è né previsto né vietato espressamente. I citati articoli del Codice, infatti, non indicano espressamente la differenza di sesso tra i requisiti per contrarre matrimonio, per quanto si riferiscano al “marito” e alla “moglie” come “attori” della celebrazione (artt. 107 e 108), protagonisti del rapporto coniugale (artt. 143 e seguenti) e autori della generazione (artt. 231 e seguenti). (...).

 


 

 

Focus 2/2010 - Dove vai, Europa?


Dal Trattato Costituzionale al Trattato di Riforma


di Giuseppe Martinico


Dopo la bocciatura alle consultazioni referendarie in Olanda e in Francia del Trattato Costituzionale – alla lettera, del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa – in molti hanno parlato di “fallimento costituzionale” dell’Europa. Certamente, dopo la bocciatura popolare del nuovo trattato, elaborato faticosamente tra il 2002 e il 2004, era necessario un periodo di riflessione: l’Unione Europea doveva ripensare e in parte ridimensionare le proprie ambizioni costituenti. Un input importante in questo senso è venuto dalla Germania con la Dichiarazione di Berlino (...)

 


“Se l'Europa si riunisse un giorno...”

 


Intervista a Umberto Stefani a cura di Giaime Berti


Iniziamo con una domanda impegnativa. Nel Referendum svolto nel 2005 in Francia (paese co-fondatore della Comunità Europea) il 54,87% dei francesi ha detto no alla “Costituzione Europea” contro il 45,13% che si è pronunciato per il sì. Dopo questa battuta d’arresto in tanti, e non solo i cosiddetti “euro-scettici”, hanno guardato con crescente dubbio al futuro di un’Europa “politica” unita, quasi che al modello di un’Unione economico-burocratica non ci fossero alternative. Oggi, la risposta collettiva alla crisi finanziaria segnala forse un’inversione di tendenza (...).


 

Da predatore a partner commerciale: cambiamo faccia all'UE


di Roberto Sensi, Monica Di Sisto e Alberto Zoratti


L’Europa sta vivendo in questi anni una crisi largamente prevedibile ma di dimensioni enormi: il nostro Pil è sceso del 4% nel 2009, la nostra produzione industriale è tornata ai livelli degli anni '90 e 23 milioni di persone, pari al 10% della nostra popolazione attiva, sono attualmente disoccupate. Tra le strategie che la Commissione europea intende mettere in campo per spingere verso “una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” c’è, nell’ambito della politica estera, quella di “agire in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e a livello bilaterale (...)


Primato dei controlli e de-localizzazione delle frontiere


di Francesca Zampagni


La mobilità fa senz’altro parte del modo di essere e di riprodursi delle comunità umane, fin dalla loro comparsa su questo pianeta. Questo tratto quasi antropologico si scontra, nell’attuale costellazione internazionale costituita da Stati territoriali e sovrani, con l’esistenza di frontiere e dunque di controlli all’immigrazione. Questa situazione problematica ha un preciso corrispettivo a livello di diritti umani: il diritto all'emigrazione, sancito dall'articolo 13 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo convive e si scontra con l'assenza di un simultaneo diritto all'immigrazione. (...).




Mediazione e nonviolenza


Barbieri, angeli, muratori e torri. Elogio della complessità


di Daria Coppola


Il presente contributo vuol proporre alcuni spunti di riflessione critica su quella che appare come un’inevitabile impasse: da un lato la necessità di fare chiarezza sul significato di parole polisemiche, come pace, giustizia, verità, specie quando queste impegnano, come nel caso dei movimenti nonviolenti, in scelte cruciali, dall’altro la difficoltà di giungere a una definizione condivisa. Una soluzione è forse possibile nella prospettiva della complessità, che considera di scarsa utilità le definizioni, specie se univoche e astratte, più proficue quelle contestualizzate, di cornice, ancor più utile il confronto sulle azioni concrete, sulle buone pratiche, sui comportamenti e le scelte quotidiane. (...).


 

 

Letture


Gloria Germani, Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi, Longanesi, Milano, 2008.


Pankay Mishra, La fine della sofferenza, Guanda, Parma, 2006.


 

di Giorgio Montagnoli

 

 

 

 

Andati in amicizia alle “Case paradiso” di Maresca, abbiamo saputo che il sapore della farina di castagne raccolte nel bosco vicino era dovuto all’accurata cernita dei frutti, ma anche alla preparazione tradizionale compiuta nel seccatoio della vicina Orsigna, con la conclusione del processo nel mulino a pietra di quella larga valle, così ricca d’acqua. Forse la cultura silvo-contadina è il segreto che spiega perché Orsigna, nel retroterra montagnoso di Pistoia, sia stata scelta come soggiorno estivo da molte famiglie fiorentine, come quella dei Terzani.

 

Immediata è venuta in mente l’idea di realizzare un desiderio coltivato da tempo: visitare il paesino dove Tiziano Terzani ha trascorso l’ultima parte della sua vita. Perché? Per condividere quanto lui aveva negli occhi davanti alla sua gompa, la piccola capanna da meditazione costruita con le sue mani sotto i castagni di fronte al paese. Immediata è venuta in mente l’idea di realizzare un desiderio coltivato da tempo: visitare il paesino dove Tiziano Terzani ha trascorso l’ultima parte della sua vita. Perché? Per condividere quanto lui aveva negli occhi davanti alla sua gompa, la piccola capanna da meditazione costruita con le sue mani sotto i castagni di fronte al paese. In quella gompa aveva assaporato il tempo che gli stava davanti, nel corso della lunga agonia provocata da un carcinoma. Tutto sommato, una fine di dolore ma sopportata in serenità, come attestato dal libro scritto col figlio Folco. (...).

 


 


 

 

Kendall Thomas, Gianfrancesco Zanetti, a cura di, Legge, razza, diritti. La Critical Race Theory negli Stati Uniti, Diabasis, Reggio Emilia, 2005.


 

di Thomas Casadei

 

 

Nel 2005, poco più di cinquant’anni dopo l’inizio della battaglia per la parità dei diritti della comunità nera, avviata da Rosa Parks e dai neri di Montgomery in Alabama, e la celebre sentenza Brown vs. Board of Education in tema di lotta alla discriminazione razziale, un evento catastrofico come l’uragano Katrina ha drammaticamente riportato in superficie una delle correnti sotterranee della società americana: la “razza”. Come hanno registrato molti osservatori, l’uragano che ha colpito New Orleans è stata una catastrofe solo apparentemente inevitabile, in quanto è stata preceduta (preparata?) e seguita da precise scelte politiche. (...).