VI (2015), 3 PDF Stampa E-mail

 

Armi e disarmo


Armi chimiche libiche: storia e problemi attuali


di Alessandro Pascolini


Ad aggravare la percezione della gravità degli scontri in corso in Libia fra vari contendenti, di recente sono apparse nella stampa internazionale e nazionale notizie relative all’impiego in azioni belliche o attacchi terroristici di armi chimiche (in particolare iprite) dell’arsenale militare della Libia stessa. Per comprendere quanto queste illazioni possano essere realistiche e per poter stimare la possibilità, pure ventilata da alcune parti, che armi chimiche libiche possano cadere nelle mani di militanti del Daesh (ISIL), può essere utile ricostruire gli eventi principali relativi all’armamento chimico libico e al suo processo di disarmo. La Libia sotto il governo del colonnello Moammar al-Gheddafi produsse e acquisì una significativa quantità di agenti chimici e di sistemi d’arma per il loro impiego, ma, nell’autunno 2003 si impegnò con i governi inglese e americano a interrompere i suoi piani per armi non convenzionali e a eliminare quanto già prodotto. A seguito di (...)



Mediazione, formazione, comunicazione


Developing an intercultural value-based dialogue


by Tiziano Telleschi


Peaceful co-existence and inclusion do not depend solely on the availability of goods and welfare systems, but primarily on shared cultural values. In order to build shared values, we propose a new concept, the worthy, as the pull-factor of the value. A value-based dialogue begins from making each ones’ worthies ‘speak to each other’ so each actor can enter into Alter’s point of view to gain, afterward, a sharing of values. Beginning from the worthy, we outline the path of an innovative integrative model: safeguard some features of the ‘diversity’ (multiculturalism) and to build some ‘resemblances’ (interculturality). By this resemblances/differences trade-off both migrants, ethnic groups and autochthonous absorb something of Alter’s believes and values, and at the same time gain awareness about complementarity and interdependency with Alter, the core of an otherness mind and the requirement to manage conflicts. By this way, each actor embraces a wider and wider network of (...)

 


 

Modelli di sviluppo

 

Lo spreco e le sue ricadute sulla sicurezza alimentare

 

di Mariarosaria Vergara


Gli sprechi sono definiti come prodotti scartati dalla catena agro-alimentare, che hanno perso valore commerciale ma possono ancora essere destinati al consumo umano: eccedenze, surplus, invenduti. Gli sprechi alimentari possono essere suddivisi in 2 categorie: perdite inevitabili, necessarie per tutelare la salute dei consumatori oppure evitabili, di solito prodotti sotto-standard che non superano la barriera del mercato ma ancora perfettamente nutrienti e igienicamente sicuri. Lo spreco alimentare inoltre può essere definito assoluto se l’alimento finisce nei rifiuti; relativo se viene riciclato (mangime x animali, compost, gas) con conseguente valore economico. Il fenomeno dell’inefficienza della catena alimentare è stato finora poco studiato e monitorato, perciò sono carenti i dati relativi alla quantificazione degli sprechi a partire dal campo fino (...)



Dal picco del petrolio alla guerra infinita


di Max Strata


Il concetto di “picco del petrolio” (che per estensione può esemplificare il “picco delle risorse naturali”), è essenziale per comprendere alcuni elementi essenziali della geopolitica attuale e le ricadute che influenzano lo stato delle cose a livello globale. Il padre della teoria del picco è Marion King Hubbert, un importante geofisico statunitense che per anni ha lavorato nei laboratori di ricerca della Shell Oil Company di Houston. Hubbert definì una legge per seguire l'evoluzione temporale della produzione di un qualsiasi giacimento di fonte fossile, in base all'assunto che inizialmente questo viene sfruttato solo superficialmente e raggiunge il massimo della produzione quando arriva a circa metà della sua capacità produttiva, avendo in seguito un decremento che comporta tecnologie più costose per sfruttarne la parte restante. Lo studioso basò la teoria sull'osservazione dei dati storici della produzione di carbone in Pennsylvania (...)


 

Migrazioni e diversità culturali


Le radici storiche e politiche della diaspora eritrea contemporanea

Flussi, motivazioni, percorsi


di Osvaldo Costantini


La storia recente dell’Eritrea e dell’Etiopia è una storia complessa, fatta di somiglianze culturali, legami parziali, divisioni e guerre. I due paesi hanno un passato comune, che si sostanzia principalmente del legame storico tra le popolazioni tigrine dell’altopiano etiopico ed eritreo e gli amhara che, tutti compresi sotto il comune termine habesha (abissini) (Smidt 2010) e nella condivisa fede religiosa ortodossa etiopica (tewahdo), formavano il nucleo centrale dell’antico regno pre-coloniale di Y’tiopia. Il nome Etiopia, di origine greca, è adottato, infatti, a partire dalla fondazione del Regno di Axum, avvenuta (data convenzionale) nel X secolo a.C., che costituisce il più antico Stato africano (Calchi Novati 1994: 16-17). Il regno di Axum è stato nei secoli immerso nella mitologia che ne vorrebbe le origini nell'incontro tra Salomone e la Regina di Saba (...)