VI (2015), 1 PDF Stampa E-mail


Migrazioni e diversità culturali


Europe: from National-State Borders to Cultural and Religious Identitaries Borders


by Chiara Lapi


Contemporary Europe is not anymore characterized by traditional National-State borders, but rather by new borders within National-State borders. These new borders arise by cultural, ethnic and religious identity claimed by national and non-national citizens who live in the same public space. Therefore, these new borders are not territorial borders, such as those, which divide a state from another, but rather identitaries borders. Though territorial borders still exist, nowadays Europe sees the process of the national state border’s weakening and of the strengthening of the identitaries borders within states. This process is very linked to globalization, which on the one hand, has brought to the overcoming territorial borders and, on the other hand, has made the local dimensions stronger. Territorial borders do not reflect anymore a specific national identity, founded on a specific (...)



Focus: La prima guerra mondiale e le scienze per la pace

 

Pacifismo Patriottico? Ernesto Teodoro Moneta, la genesi del pacifismo organizzato e la sfida della guerra mondiale


di Gianmarco Pisa


La rilettura in prospettiva storica degli eventi che hanno determinato il tragico svolgimento della Prima Guerra Mondiale e, in quel frangente, le controversie e le problematiche del movimento per la pace in Italia, costituiscono un cimento, al tempo stesso, esigente ed ineludibile, per almeno tre ordini di ragioni. In primo luogo, si avverte l'esigenza di contrastare la “tirannia dell'immanenza”, il bisogno di coordinare «fatti anche lontani», congiungere «i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico», ristabilire «la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia ed il mistero», mettendo in luce il carattere non episodico delle grandi questioni della guerra e della pace ed il profilo di lunga durata di processi e fenomeni che si vengono poi articolando nei modi più svariati. In secondo luogo, contrastando la tendenza a leggere i fenomeni storici nella chiave limitante della stringente attualità, si tratta di offrire una prospettiva di più ampio ... [leggi il Research Paper n. 30/2015]



Critica alla guerra. La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle spese di guerra (1920-23)


di Fabio Ecca


La prima guerra mondiale è stata anche un conflitto industriale in cui la qualità e la quantità della produzione bellica hanno contribuito a sancire la vittoria finale. In Italia la guerra del 1915-18 ha rappresentato non solo un volano per lo sviluppo industriale nazionale ma anche un’occasione senza precedenti da parte di molti fornitori di prodotti a uso bellico per arricchirsi illecitamente ai danni dell’erario pubblico. Sulla realizzazione di questi sovrapprofitti indaga tra il 1920 e il 1923, in risposta anche al trauma del conflitto, la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle spese di guerra che svelerà, almeno in parte, gli opachi rapporti creatisi nella contingenza della Grande Guerra tra amministrazione pubblica e industriali. Grazie al fondo omonimo, reso consultabile solo negli ultimi anni e conservato presso l’Archivio storico della Camera dei Deputati, è possibile oggi studiare i sovrapprofitti ... [leggi il Research Paper n. 29/maggio 2015].



La disfatta di Caporetto nella prospettiva storica di Caporetto. Note sulla ritirata di un fante della III Armata di Mario Puccini


di Chiara d'Auria


La ricerca di umanità che scaturisce dall’orrore della Grande guerra emerge con forza dalla testimonianza di un combattente, Mario Puccini, autore di Caporetto. Note sulla ritirata di un fante della III Armata, uscito a cura di Francesco De Nicola per la Editore Goriziana nel 1987. Le vicende di vita e di morte sul fronte italiano nel 1917, durante la disfatta inflitta dalle forze austro-ungariche e tedesche, sono rappresentate in questo romanzo poco noto attraverso la storia esemplare di un giovane scrittore (considerato uno dei maggiori rappresentanti letterari del primo Novecento e autore del celebre Il soldato Cola). Gradualmente, a contatto con la vita di trincea e con la morte di migliaia di soldati, la prospettiva critica dell'“inutile strage” e il desiderio di pace si fanno strada nelle pagine di Mario Puccini, ... [leggi il Research Paper n. 28/maggio 2015].


 

Democrazia e diritti


Disculpe Señor, ¿Cuál es mi nombre?

Identità, spersonalizzazione e alienazione dall’America della conquista alle rivendicazioni dei movimientos indígena


di Virginia Ghelarducci


In the late 15th century, the arrival of Europeans in the New World, completely disrupted the life of natives. Travellers, explorers and missionaries were unable to deal with the difference between their civilizations. This unexpected encounter with strange men and animals, that they have never encountered before, revives ancient mediaeval mythologies, that mixed rapidly with their image of America. Soon, in Europe, a heated debate on the nature of these newly found peoples developed in relation to biblical tradition and Aristotelian philosophy. Theologians and jurists discussed, in particular, the human condition, the rights of Indians and the role of faith in the colonization of Americas. Yet, the problem of the New World still remains open. Nowadays Indigenous peoples and their movimientos fight against violence, abuses and marginalisation, in order to defend their rights, particularly their ... [Vai al Research Paper n. 27/2015].



The complementarity of the Security Council and the Human Rights Council in the promotion and protection of the right to life in conflict situation


by Christian Guillermet Fernández and David Fernández Puyana


The article will analyze the human cost and suffering caused by armed conflict and violence and its consequences over the right to life. The United Nations was created to save generations from the scourge of war. In particular, in a context of conflict the arbitrary deprivation of life, mass killings and genocide is a common practice. Afterwards, the nexus between the Security Council and the Human Rights Council through the notion of life as a paramount right and the protection of this right in its international practice will be studied. In addition, the linkage between peace, justice and life will also analyzed. In particular, the accountability for genocide, crimes against humanity, war crimes and other egregious crimes will be studied taking into account that there is a strong opposition to accept the impunity. Finally, the prevention of armed conflict through the promotion and protection ... [Leggi il Research Paper n. 26/2015].



Obiettivo mondo


Ristabilimento di relazioni diplomatiche o fine dell'embargo a Cuba?

Prime riflessioni sul recente accordo fra Obama e Castro


di Laura Mota Díaz


Nel mezzo di una crisi economica planetaria, acutizzata da forti livelli di conflittualità internazionale e da vari tipi di terrorismo, è accaduto un fatto inaspettato: la volontà formale di ristabilire le relazioni diplomatiche fra Stati Uniti e Cuba. La notizia è stata resa pubblica il 17 dicembre 2014 dagli stessi Presidenti Barak Obama e Raúl Castro, dopo poco più di mezzo secolo dal ‘embargo’ economico, commerciale e finanziario che il governo nordamericano aveva imposto a Cuba e che negli Anni ’90 era stato rafforzato con le Leggi Torricelli (1992) e Helms-Burton (1996). Una vera sorpresa , dato l’insuccesso di precedenti contatti, appena del 2011, diretti a negoziare la liberazione di Alan Gross, ingaggiato dall’Agenzia per lo Sviluppo delle Relazioni Internazionali per (...)



Letture

 

Thomas Casadei, I diritti sociali. Un percorso filosofico-giuridico, Firenze, Firenze University Press, 2012.

 

di Tito Menzani


Stando all’autorevole Enciclopedia Treccani, i diritti sociali sarebbero quell’insieme di facoltà riconosciute dalla legge ai lavoratori nei confronti del datore di lavoro, anche con riferimento alla correttezza delle relazioni industriali; oppure, in senso più ampio, il complesso delle tutele e dei servizi erogati dallo Stato e dagli enti locali al fine di garantire una rete di protezione sociale, e dunque il welfare in tutte le sue articolazioni principali. È proprio da questo controverso perimetro che parte l’analisi concettuale di Thomas Casadei. Essa rappresenta – come del resto indica molto bene il sottotitolo – un percorso filosofico-giuridico in un ambito più complesso di quel che si possa pensare in prima istanza. Si tratta di una rielaborazione di saggi che Casadei aveva già pubblicato su rivista scientifica o volume collettaneo, ora rivisti e cuciti assieme per costruire un filo interpretativo ex novo. Non a caso il volume appare nella collana Strumenti per la didattica e la ricerca, che spesso tiene insieme un paradigma argomentativo forte che, viceversa, si appoggia su un testo abbastanza agile, scevro di pesanti apparati accademici. Possiamo senz’altro dire che questa operazione auto-rapsodica riesce compiutamente. Casadei ci conduce per mano tra i meandri della discussione sui diritti sociali che si è costruita nel tempo, a partire dalla genesi di questa nozione, fatta risalire all’intellettuale inglese Thomas Paine (1737-1809). Il fatto che l’origine dei diritti sociali rimandi a uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America – paese che poi non è certo stato una bandiera del welfare state – non deve apparire una singolare eccentricità. Infatti, nel libro si precisa che l’elaborazione risale al periodo in cui Paine partecipò attivamente alla Rivoluzione francese su posizioni girondine, e si descrive l’evoluzione del suo pensiero proprio sottolineando le differenze rispetto al contesto rivoluzionario americano. Il tragitto successivo è analizzato nel secondo capitolo, nel quale Casadei si concentra con particolare attenzione (...)