IV (2013), 1 PDF Stampa E-mail


Armi e disarmo


Il Trattato sul Commercio delle Armi (ATT)

Brevi riflessioni sul nuovo strumento internazionale di controllo


di Francesco Mancuso e Francesco Lenci


Il 24 Luglio del 2006 Argentina, Australia, Costa Rica, Finlandia Giappone, Kenya, Regno Unito presentarono alle Nazioni Unite una bozza di risoluzione dal titolo “Towards an arms trade treaty: establishing common international standards for the import, export and transfer of conventional arms”. La risoluzione venne approvata il 6 Dicembre dello stesso anno. Il 2 Aprile del 2013, dopo 6 anni di negoziati, l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato il Trattato sul Commercio d’Armi (Arms Trade Treaty, ATT) con 154 voti a favore, 23 astenuti (tra i quali “grandi esportatori” come la Federazione Russa e la Cina e “grandi importatori” come l’Egitto) e 3 contrari (Iran, Siria e Corea del Nord). Ci sembra pienamente condivisibile quanto dichiarato da Brian Wood, direttore del Programma Controllo delle Armi e Diritti Umani di Amnesty International “Il mondo aspettava da (...)



Obiettivo mondo


Il Venezuela dopo Chavez


di Aldo Zanchetta


Sarebbe impossibile esaurire in un solo, breve articolo il bilancio di 13 anni di Hugo Chavez, soprattutto nel clima passionale di contrapposizione che è seguito alla sua morte, che ha accompagnato l'elezione del suo ex ministro degli esteri Nicolas Maduro, e che sta proseguendo con la contestazione del risultato elettorale da parte dell'opposizione. Mi limiterò a offrire, dunque, alcuni elementi di riflessione che andranno in ogni caso integrati - e verificati - in futuro, per avere un quadro più completo del processo in corso di trasformazione del Venezuela. l 5 marzo scorso Hugo Chavez è morto e il paese affronta il dopo Chavez in un clima di spaccatura, che del resto è assai precedente e risale almeno alla sua andata al potere, nel 1998. Una vittoria elettorale netta quella di allora, con l’58% dei voti, così come le successive. Ciononostante (...)



Chavez. Dopo un leader carismatico, cosa ci attende?


di Immanuel Wallerstein


Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, è morto. La stampa mondiale e Internet sono stati sommersi da valutazioni dei suoi successi, che vanno dalle lodi senza fine alle denunce senza fine, con un certo numero di persone che esprimono un livello un po' più controllato o limitato di lode o di denuncia. L'unica cosa su cui tutti sembrano d'accordo è che Hugo Chavez è stato un leader carismatico. Che cosa è un leader carismatico? E' qualcuno che ha una personalità molto forte, una visione politica abbastanza chiara, ed è  capace di seguirla con grande energia e perseveranza. I leader carismatici attirano grande sostegno, innanzitutto nel proprio paese. Allo stesso tempo, le stesse loro caratteristiche che attirano supporto sono le stesse che mobilitano profonde opposizioni alla loro politica. Tutto ciò è stato sicuramente vero nel caso di Chavez. L'elenco dei capi carismatici (...)



Movimenti sociali


Il World Social Forum 2013 di Tunisi

Un ulteriore passo verso un "altro mondo possibile"


di Sirio Tsoukias e Valentina Rocchi


Quest’anno Tunisi ha accolto il World Social Forum, il grande appuntamento della società civile di ispirazione anti-liberista, che riunisce annualmente migliaia di attivisti, associazioni e movimenti di tutto il mondo impegnati nella lotta per i diritti umani e la salvaguardia dell’ambiente. Il primo forum sociale mondiale si è tenuto nel 2001 a Porto Alegre, in Brasile, in contrapposizione simbolica e politica al World Economic Forum, un appuntamento che ogni anno riunisce a Davos, in Svizzera, i maggiori dirigenti politici ed economici internazionali, nonché i think tank della globalizzazione neoliberista. Inizialmente concepito come uno spazio pubblico e uno strumento per contrastare le politiche economiche dominanti, il Forum sociale mondiale è diventato nel corso degli anni un punto di riferimento per la creazione di alternative concrete al sistema (...)



Democrazia e diritti


La democrazia in rete e le nuove forme della partecipazione


di Federico Quadrelli


La comunicazione, come ha chiarito Castells (2006), si è profondamente modificata a seguito dello sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Si è passati da una comunicazione one to many, quella tipica della televisione e della radio, ad una many to many ossia in cui una molteplicità di attori trasmette informazioni ad una sempre più ampia platea di ascoltatori e spettatori (si pensi a youtube, myspace, facebook e altri social media). Tutto questo apre uno spazio interessante di riflessione sulle potenzialità politiche della rete (Quadrelli 2012). Si tratta di capire come siano cambiati, tra l’altro, gli “utenti” dei servizi di comunicazione: non solo perché la popolazione dei paesi avanzati è maggiormente istruita, ma anche perché sono aumentate le competenze di chi si avvicina a queste nuove tecnologie. Bisogna ( ...)


 

 

Mediazione e non-violenza


Pace e "razionalità". Alcune riflessioni critiche sul pensiero di John Rawls


di Federica Martiny


Il pensatore occidentale più noto che si oppone all’idea morale di pace è certamente Thomas Hobbes. All’origine dei rapporti tra gli esseri umani ci sarebbe la guerra; e non sarebbe potuto essere diversamente, data una natura umana votata alla competizione per la vita e per risorse scarse. La pace sarebbe una costruzione artificiale, un obiettivo da costruire per essere più sicuri: non avrebbe uno statuto morale indipendente dal fatto di servire agli esseri umani per poter raggiungere altri scopi. In questa concezione, la pace non si definisce in base a concetti come empatia, reciprocità, bisogno, cura, consapevolezza della propria vulnerabilità. Essa è vista piuttosto come un patto, un contratto da cui a certe condizioni si può recedere. Nessuno è obbligato a osservare (...)



Guerre e conflitti


Qual è l’interesse del Mali?

Cosa accade quando uno Stato non è in grado di proteggere i propri confini


di Manthia Diawara


Sono un figlio dei movimenti di decolonizzazione e di indipendenza. Ancora giovane in Guinea-Conakry mi sono imbattuto in una famosa frase di Frantz Fanon, contenuta ne I dannati della terra: “gli uomini (...) si rendono conto che ogni cultura è innanzitutto nazionale”. In altri termini, nel contesto delle lotte anti-coloniali, non ci sarebbe altra cultura che la cultura nazionale. La parola d’ordine è stata così stabilita, e ovunque, dall’Algeria al Congo, attraverso il Mali e il Ghana, abbiamo dovuto costruire la nostra modernità nelle lotte di liberazione che hanno fatto di noi, donne e uomini nuovi in nazioni sovrane, portatrici di culture viventi. Per Fanon e altri profeti delle indipendenze, perfino il panafricanismo è dovuto passare attraverso gli Stati-Nazione che avevano ottenuto (... )



Eurabia, the New Protocols of the Elders of Zion

The contemporary conspiracy theory that causes death and terror in Europe

 

by Hugo Estrella


The latter years of the 19th Century were the time for brewing revolutions against an order, unfair and authoritarian, all over Europe. Tensions were more evident where the situation was worse, and it was the Russian Empire, the one that had the most conservative structures and most evident social divide. The Czarist police came out with a fraud that is still circulating around the world as a proof of a conspiracy of the Jews and the Freemasons to secretly spread terror and by controlling wealth and certain aspects of economy, cease the real global power. Umberto Eco's latest novel goes brilliantly through that libel and its way of presenting subjects to become credible for the prejudiced- and scared-people who read it. The result of the widespread reproduction of the Protocols (... )



Letture


Gustavo Esteva, Antistasis. L’insurrezione in corso, Asterios Editore, 2012

 

di Aldo Zanchetta


Antistasis è un libro indispensabile per tutti coloro che si impegnano in nuove pratiche di vita (praticanti del commercio equo, gruppi di acquisto solidale, militanti di movimenti di base, firmatari di manifesti per la difesa dei beni comuni etc.) e che sentono il bisogno di inserire i propri gesti quotidiani in una prospettiva politica di più ampio respiro. Quella che segue non è una recensione vera e propria: tali e tanti sono i temi proposti alla riflessione dall’autore, che sarebbe impossibile riassumerli brevemente. Si tratta piuttosto di un invito alla lettura: una lettura non individualista, ma prima fase di un dibattito da sviluppare nei propri gruppi e nel proprio ambiente. Innanzitutto, chi è Gustavo Esteva? Lui si definisce “un attivista sociale e un intellettuale pubblico deprofessionalizzato”. Messicano, dopo una intensa e avventurosa vita militante prima, e aver occupato importanti incarichi governativi poi, la sua prospettiva politica e sociale venne cambiata dall’incontro con Ivan Illich, di cui diverrà amico e collaboratore. Oggi vive nella regione di Oaxaca, dove ha fondato un’originale Università della Terra, conforme alle idee di Illich sul libero apprendere, in tandem con la analoga esperienza condotta in Chiapas da Raymundo Barraza. Autore di vari testi, con una vasta rete di relazioni in America Latina e fuori, è stato assessore degli zapatisti all’epoca dei Colloqui di San Andrés e ha partecipato all'Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca (...)


 

 

Thomas Casadei (a cura di), Lessico delle discriminazioni. Tra società, diritto e istituzioni, Diabasis, Reggio Emilia, 2008


di Flaminia Chizzola


Il volume collettivo Lessico delle discriminazioni. Tra società, diritto e istituzioni costituisce una ricognizione approfondita delle diverse forme della discriminazione e delle risposte che il diritto offre, o dovrebbe offrire, al fine di creare e/o garantire condizioni di reale eguaglianza. L’opera, nata dai lavori seminariali del LABdi – il Laboratorio su Forme della discriminazione, istituzioni e azioni positive frutto della collaborazione tra mondo accademico (il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia) e mondo istituzionale (l’Assessorato Scuola, Formazione professionale, Università, Lavoro, Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna) – propone una prospettiva interdisciplinare complessa, volta a mettere in risalto alcune tra le più rilevanti forme di discriminazione − ovvero quelle basate sul sesso, sulla razza, sulla religione, sull’orientamento sessuale, sulla disabilità – e le misure approntate dal diritto interno, dal diritto comunitario e dal diritto internazionale per affrontarle. Come scrive Thomas Casadei nella nota introduttiva al volume: “Il bisogno di individuare con maggiore precisione modalità e configurazioni della discriminazione, di tracciare linee di demarcazione tra i comportamenti e le azioni legittime e illegittime dal punto di vista dell’eguaglianza hanno posto con urgenza (…) la necessità di un lessico, in qualche modo definito e strutturato”. I contributi costituiscono un esempio della proficuità scientifica cui conduce un’analisi che sappia confrontarsi sia sul campo teorico sia su (...)